Mario Roggero resta in carcere: respinta l’istanza di differimento della pena
Il no dell’Ufficio di Sorveglianza di Torino riaccende il dibattito sulla vicenda. L’Anm denuncia intimidazioni ai magistrati, mentre la politica si divide sulla sentenza
L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della pena presentata da Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l’assalto al suo negozio, avvenuto nel 2021. Il magistrato di sorveglianza ha ritenuto che non sussistano i presupposti di necessità e urgenza per accogliere la richiesta. Gli atti saranno ora esaminati dal Tribunale di Sorveglianza.
La difesa aveva chiesto un differimento temporaneo dell’esecuzione della pena in attesa della decisione sulla domanda di grazia, precisando che non si trattava di una richiesta di estinzione della condanna.
Sul caso è intervenuta anche l’Associazione nazionale magistrati, che ha denunciato il clima di minacce e insulti rivolti ai giudici coinvolti nella vicenda, sottolineando che sono stati attaccati «per il solo fatto di aver applicato la legge».
La decisione continua a dividere il mondo politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di una «questione di proporzionalità delle pene», mentre il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito che Roggero non merita una condanna così severa. Di segno opposto le posizioni della segretaria del Pd Elly Schlein e del leader del M5S Giuseppe Conte, secondo i quali il caso non rientra nella legittima difesa.
A invitare alla moderazione è stato infine il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, che ha chiesto di abbassare i toni del confronto pubblico e di lasciare alla magistratura il tempo di svolgere il proprio lavoro, evitando ulteriori tensioni e attacchi istituzionali.