Marina militare pronta allo sminamento dopo il conflitto
Berutti Bergotto: “Operazioni delicate, i rischi non scompaiono mai”
La Marina militare italiana è pronta a intervenire in un’eventuale operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz una volta conclusa la fase conflittuale. Lo ha spiegato il capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, durante un’audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera, delineando le condizioni e le criticità di un possibile impegno italiano nell’area.
Berutti Bergotto ha chiarito che un’operazione di bonifica delle acque richiede un contesto privo di ostilità attive: “Sono attività estremamente delicate e, come tutte le operazioni in aree sensibili, comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenerli al minimo possibile”.
Il capo di Stato maggiore ha inoltre ricordato che la minaccia non riguarda soltanto le mine navali. A preoccupare è anche l’impiego dei barchini veloci utilizzati dai pasdaran iraniani, un elemento che renderebbe necessario l’impiego di unità di scorta per proteggere i mezzi impegnati nelle operazioni di sminamento.
Secondo Berutti Bergotto, la Marina dispone delle capacità tecniche e operative per contribuire alla sicurezza della navigazione nello Stretto, ma ogni intervento dovrà essere valutato alla luce dell’evoluzione del quadro internazionale e delle decisioni politiche che verranno prese nelle prossime settimane.