Manovra, Borghi (Lega) spinge sul "coraggio": "Meloni se ne infischi del 3%"
Il senatore risponde alla prudenza di Giorgetti. Dalla Leopolda, Renzi apre a Conte: "Parliamo di contenuti, magari con un contratto alla tedesca". E lancia Calabresi per Milano
Una manovra «coraggiosa», ma «non imprudente», capace di muoversi in anticipo rispetto a possibili recessioni future. È la linea indicata dal senatore leghista Claudio Borghi, che replica così all'invito alla prudenza arrivato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Secondo Borghi, la premier Giorgia Meloni è stata finora «ligia» alle regole europee, ma ora «dovrebbe fregarsene» di inseguire la discesa del deficit sotto la soglia del 3%.
Sul fronte del centrosinistra, intanto, dal palco della Leopolda Matteo Renzi risponde al leader del M5S Giuseppe Conte: «Non servono garanzie. Se volete parlare del merito, noi ci siamo. Magari con un contratto alla tedesca». Poi l'avvertimento: «Continuare a litigare significa regalare il Paese e il Quirinale alla Meloni».
Renzi ha infine lanciato la candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano. Presentandolo sul palco, ha detto: «Lo vedrei benissimo».