Makka Sulaev assolta in appello: riconosciuta la legittima difesa dopo l’uccisione del padre violento

La Corte d’Assise d’Appello di Torino ribalta la condanna di primo grado: per i giudici la giovane ha agito per difendere la madre durante una violenta lite familiare

A cura di Redazione Redazione
05 giugno 2026 19:19
Makka Sulaev assolta in appello: riconosciuta la legittima difesa dopo l’uccisione del padre violento -
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La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha assolto Makka Sulaev, vent’anni, dall’accusa di omicidio, riconoscendo la legittima difesa. La decisione ribalta completamente la sentenza di primo grado, che aveva condannato la giovane a nove anni e quattro mesi di reclusione.

Con la nuova sentenza, i giudici hanno disposto anche la sua immediata scarcerazione: fino a oggi la ragazza era sottoposta all’obbligo di firma.

Il contesto della vicenda

Il fatto risale a una violenta lite familiare avvenuta nell’abitazione di Nizza Monferrato, durante la quale sarebbe scoppiato l’ennesimo episodio di aggressione tra i genitori della giovane.

Secondo quanto ricostruito, Makka Sulaev sarebbe intervenuta per difendere la madre da un’aggressione da parte del padre. In quel frangente, la ragazza avrebbe colpito l’uomo con un coltello, causando ferite risultate poi fatali.

Il ribaltamento in appello

In primo grado, la corte aveva escluso la scriminante della legittima difesa, ritenendo la reazione della giovane non proporzionata alla minaccia. La Corte d’Appello, invece, ha accolto una diversa lettura dei fatti, riconoscendo il contesto di violenza domestica e la situazione di pericolo immediato in cui si sarebbe trovata la ragazza.

La decisione segna un punto importante nel dibattito giudiziario sui casi di violenza intrafamiliare e sulla valutazione della legittima difesa in contesti domestici, soprattutto quando coinvolge minori o giovani adulti costretti a intervenire in situazioni di emergenza.

La vicenda ora si chiude, almeno sul piano giudiziario, con l’assoluzione e la libertà per la ventenne.

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