Madre e figlia avvelenate con Ricina, perquisizione nello studio del marito
Gli investigatori sono entrati questa mattina nell’ufficio di Gianni Di Vita a Pietracatella. Disposte anche altre perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio
Perquisizione questa mattina nello studio professionale di Gianni Di Vita, a Pietracatella, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia 15enne, decedute lo scorso dicembre dopo una presunta esposizione alla ricina.
Gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato sono entrati intorno alle 9 e sono rimasti pochi minuti negli uffici, situati di fronte all’abitazione della famiglia, già sottoposta a sequestro. L’attività sarebbe stata finalizzata all’acquisizione di documenti e materiale informatico.
Di Vita, commercialista ed ex sindaco di Pietracatella, era presente durante la perquisizione. Nel fascicolo della Procura di Larino, aperto per duplice omicidio, al momento non risultano indagati.
Gli investigatori stanno esaminando telefoni, computer e altri dispositivi della famiglia, oltre a chat, email e documenti, mentre proseguono gli accertamenti scientifici sulla presenza della ricina. Il laboratorio tedesco Robert Koch Institut ha chiesto una proroga per la consegna delle conclusioni. Nell’inchiesta sarebbero state inoltre disposte altre perquisizioni.