Macron: “Difendiamo lo Stretto, attacco a Cipro è un attacco all’Europa”
Escalation in Medio Oriente: la Nato intercetta un missile iraniano, Ankara minaccia ritorsioni. Parigi annuncia una missione difensiva per riaprire Hormuz
Il Medio Oriente torna a essere l’epicentro di una crisi internazionale che coinvolge direttamente Europa, Nato e Russia. Nelle ultime ore l’Alleanza Atlantica ha abbattuto un missile iraniano entrato nello spazio aereo della Turchia. I frammenti dell’ordigno sono caduti nella provincia di Gaziantep, senza provocare vittime, ma Ankara ha reagito con fermezza dichiarandosi pronta a “tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia rivolta al territorio e allo spazio aereo del Paese”.
Parallelamente cresce la tensione attorno allo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio e gas. In visita a Cipro, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’avvio di una missione “puramente difensiva” per garantire la riapertura dello stretto “dopo la fine della fase più calda della guerra”. Macron ha inoltre ribadito che un eventuale attacco contro l’isola “sarebbe un attacco all’Europa”, richiamando la necessità di una risposta comune dell’Unione.
Sul fronte iraniano è atteso il primo discorso di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema. Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato per l’elezione, definendo la Russia “un partner affidabile di Teheran” e confermando l’intenzione di rafforzare la cooperazione bilaterale.
Intanto il Libano, colpito duramente dai raid israeliani, apre uno spiraglio diplomatico: Beirut si dice disponibile a negoziare con Tel Aviv per una pace “solida, duratura ed efficace”. La giornata è stata segnata anche dalla morte di padre Pierre El Raii, 50 anni, parroco di Qlayaa, ucciso in un bombardamento che ha colpito l’area meridionale del Paese.
In Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per venerdì il Consiglio Supremo di Difesa, segnale della crescente preoccupazione per l’evoluzione del conflitto e per le sue possibili ripercussioni sulla sicurezza europea e mediterranea.