L'ultimo abbraccio a Zanardi: Padova si ferma per salutare il suo campione

La basilica di Santa Giustina gremita di folla, l'handbike sull'altare e i volti commossi di chi ha condiviso con lui lo sport, la vita e la rinascita

05 maggio 2026 11:20
L'ultimo abbraccio a Zanardi: Padova si ferma per salutare il suo campione - © Ansa
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La basilica di Santa Giustina a Padova si è riempita fino all'ultimo posto per dare l'addio ad Alex Zanardi. Una cerimonia intensa e raccolta, in cui lo sport e l'umanità si sono intrecciati in un silenzio carico di significato. Sotto l'altare è stata collocata l'handbike del campione bolognese: non un semplice oggetto, ma il simbolo di una seconda vita costruita con forza, talento e una volontà fuori dal comune.

Tra i primi ad arrivare i ragazzi di Obiettivo3, l'associazione fondata dallo stesso Zanardi per avvicinare le persone con disabilità al mondo della handbike e dello sport paralimpico. Ragazzi che in lui hanno trovato un maestro, un esempio, un padre sportivo. Con loro, il presidente della FIA Stefano Domenicali e Luca Pancalli, già presidente del Comitato Italiano Paralimpico, a testimoniare quanto Zanardi avesse saputo toccare mondi diversi, dal motorsport all'atletica, dall'istituzione alla strada.

Ma forse il momento più toccante lo ha regalato Julio Gonzalez, ex calciatore paraguaiano che aveva vestito la maglia del Vicenza. Nel 2005, un incidente gli costò l'amputazione di un braccio. «Zanardi venne a trovarmi in ospedale», ha raccontato con la voce spezzata dall'emozione. «Mi diede una carica pazzesca». Poche parole, capaci da sole di raccontare chi era davvero Alex Zanardi: non solo un atleta straordinario, ma un uomo capace di portare luce anche nei momenti più bui degli altri.

Padova lo ha salutato come meritava. Con il calore di chi sa di aver perso qualcosa di irripetibile.

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