L’Ue valuta il rafforzamento di Aspides, ma resta prudente sull’ipotesi Hormuz
Bruxelles studia più capacità navali e un mandato ampliato, ma non si sbilancia sulla richiesta di Washington
L’Unione europea apre alla possibilità di potenziare Aspides, la missione navale lanciata per proteggere la navigazione commerciale nel Mar Rosso, nel Golfo Persico e nel Golfo di Aden. Ma sul fronte dello Stretto di Hormuz, dopo la richiesta del presidente statunitense Donald Trump ai Paesi europei di inviare navi nell’area, Bruxelles mantiene un atteggiamento di cautela.
Il dossier sarà al centro della riunione dei ministri degli Esteri Ue in programma domani, sotto la guida dell’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. Secondo fonti europee, non è attesa una decisione immediata: l’obiettivo, per ora, è avviare una riflessione su come utilizzare al meglio gli strumenti già disponibili e valutare un eventuale adattamento del mandato operativo.
Tra le ipotesi allo studio figurano un incremento dei contributi navali degli Stati membri e un ampliamento delle capacità di intercettazione delle minacce, in un contesto in cui la sicurezza marittima resta fragile e le rotte commerciali continuano a essere esposte a rischi crescenti.
Aspides, attualmente attiva in un’area che comprende il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Golfo di Aden, potrebbe dunque vedere un rafforzamento del proprio perimetro operativo. Ma l’eventuale estensione allo Stretto di Hormuz richiede valutazioni politiche e militari più approfondite, soprattutto alla luce delle sensibilità dei singoli Paesi e del quadro geopolitico regionale.
Per ora, spiegano le stesse fonti, l’Ue preferisce muoversi con prudenza, mantenendo il focus sulla missione esistente e sulle sue capacità, senza escludere però future evoluzioni del mandato.