L’Ue apre all’Italia: fino a 6,8 miliardi l’anno per investimenti nell’energia
Bruxelles pronta a concedere maggiore flessibilità sui conti pubblici
L'Unione Europea è pronta a concedere all'Italia maggiori margini di manovra per finanziare investimenti nel settore energetico. La misura, che sarà annunciata ufficialmente dalla Commissione europea nell'ambito del pacchetto dedicato al Semestre europeo, consentirà a Roma di beneficiare di una flessibilità pari a circa 6,8 miliardi di euro all'anno.
Secondo quanto emerge da Bruxelles, il meccanismo rientra nella clausola di salvaguardia nazionale già prevista per le spese legate alla difesa. Gli Stati membri potranno chiedere deroghe aggiuntive fino allo 0,3% del Prodotto interno lordo all'anno nel triennio 2026-2028, con un tetto massimo cumulato dello 0,6%.
Per l'Italia ciò si traduce in una disponibilità di circa 6,8 miliardi di euro ogni anno, per un totale potenziale che supera i 13 miliardi nell'arco dei tre anni. Le risorse, tuttavia, non potranno essere utilizzate per coprire spese correnti, ma dovranno finanziare esclusivamente nuovi investimenti nel settore energetico.
La decisione rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate dal governo italiano. Nelle scorse settimane la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva infatti sollecitato Bruxelles a prevedere strumenti più flessibili per sostenere gli investimenti strategici e rafforzare la sicurezza energetica del Paese.
Al momento, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non sembra intenzionata a fornire una risposta formale alla lettera inviata dalla premier italiana. La replica politica alle richieste di Roma sarà di fatto contenuta nel pacchetto di misure che l'esecutivo comunitario presenterà nell'ambito del Semestre europeo.