L'Italia sospende Schengen con la Spagna dopo la crisi di Ceuta
Meloni: "Tutelata la sicurezza nazionale". Ira delle opposizioni, gelo con Bruxelles e tensione diplomatica con Madrid
Il governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente l'accordo di Schengen con la Spagna, in seguito all'arrivo di circa 60mila migranti in 24 ore nell'enclave iberica di Ceuta, in Marocco. La misura, valida per un mese, prevede il ripristino dei controlli di frontiera in porti e aeroporti per i cittadini extracomunitari provenienti dalla Spagna, senza però comportare la chiusura dei confini o il blocco dei viaggi.
"Tuteliamo la sicurezza nazionale", ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, spiegando che la decisione serve a prevenire possibili ripercussioni sul Paese. La scelta ha scatenato le critiche delle opposizioni, che parlano di "sciacallaggio", mentre si è aperta una crisi diplomatica con Madrid.
Da Ceuta, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha puntato il dito contro "mafie e trafficanti", definendo l'accaduto un attacco alla sovranità territoriale spagnola. Sánchez ha inoltre ricordato all'Italia, primo Paese Ue per ingressi irregolari con 478mila casi in cinque anni, che "il rispetto dei Trattati non è opzionale".
Anche l'Unione europea è intervenuta, assicurando che non si registrano flussi verso il resto del continente e chiedendo a Roma chiarimenti sul collegamento tra la crisi di Ceuta e la sicurezza nazionale italiana. Il Quirinale segue con attenzione l'evolversi della situazione.
Sul piano internazionale, gli Stati Uniti hanno criticato le politiche migratorie di Madrid, mentre Francia e Regno Unito hanno espresso solidarietà al governo spagnolo.
Intanto oltre 48mila migranti, più della metà di quelli arrivati, sono già stati rimpatriati. Sale invece il bilancio delle vittime in mare, con 57 morti accertati.