Liste d’attesa, oltre due milioni di visite ed esami in ritardo nel 2026
Migliorano i dati Agenas nel primo quadrimestre, ma restano criticità soprattutto nel Centro-Sud
Oltre due milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici risultano ancora in ritardo nel 2026. È quanto emerge dai dati diffusi da Agenas, che segnalano comunque un miglioramento delle liste d’attesa nel primo quadrimestre dell’anno.
Secondo il monitoraggio, 16 Regioni hanno registrato risultati positivi per quanto riguarda le visite specialistiche, mentre 15 Regioni rispettano i tempi previsti per esami diagnostici come Tac, risonanze magnetiche ed ecografie.
Persistono però situazioni critiche in alcune aree del Paese. Abruzzo, Provincia autonoma di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta mostrano infatti dati negativi sia per le visite sia per gli esami diagnostici.
Ulteriori problemi riguardano l’appropriatezza dei codici di priorità assegnati alle prime visite. In sei Regioni del Centro-Sud — Basilicata, Campania, Molise, Calabria, Lazio e Puglia — sono state rilevate numerose prescrizioni classificate come “non urgenti”, con il conseguente aumento dei tempi di attesa per i pazienti.