L’Iran respinge l’idea di Zampolli: “Il calcio non è politica”
Teheran attacca l’inviato di Trump sul possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali. Il governo italiano prende le distanze: “Ci si qualifica sul campo”
L’Iran reagisce con durezza alla proposta avanzata dall’inviato speciale di Donald Trump, Paolo Zampolli, che nei giorni scorsi ha sollecitato la Fifa a escludere la nazionale iraniana dai Mondiali del 2026 per far posto all’Italia. Una posizione che ha provocato la risposta immediata dell’ambasciata di Teheran a Roma, affidata a un messaggio pubblicato su X dai toni particolarmente severi.
“Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L’Italia ha conquistato la grandezza sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la bancarotta morale degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”, si legge nella nota diplomatica, che accusa Washington di voler trasformare una competizione sportiva in un terreno di scontro geopolitico.
La polemica arriva fino a Roma, dove il governo italiano prende le distanze dall’ipotesi di un ripescaggio. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, liquida la questione senza esitazioni: “Un ripescaggio? Non è opportuno, ci si qualifica sul campo”. Una linea che conferma la volontà dell’esecutivo di non alimentare tensioni e di mantenere il dibattito sul piano strettamente sportivo.
La proposta di Zampolli, rilanciata nei giorni scorsi anche da alcuni media statunitensi, sembra dunque destinata a rimanere un caso diplomatico più che un’opzione reale. La Fifa, al momento, non ha commentato ufficialmente.