Legge elettorale, scontro nel centrodestra sulle preferenze
FdI apre alle richieste del Pd, Forza Italia frena: "Così la legge salta". Soglia del premio confermata al 42%, il testo alla Camera il 28
La riforma della legge elettorale arriva in Aula al Senato e riaccende le tensioni dentro la maggioranza. Fratelli d'Italia starebbe valutando alcuni emendamenti presentati dal Pd che propongono di estendere le preferenze a tutti gli eletti, eliminando i capilista bloccati: una battaglia storica del partito di Giorgia Meloni. Sul punto, però, Forza Italia pone un netto veto, avvertendo che un'apertura in questa direzione farebbe saltare l'intera legge.
Resta invece confermata al 42% la soglia per l'attribuzione del premio di maggioranza, mentre tramonta definitivamente l'ipotesi del ballottaggio. Il voto finale al Senato è atteso per martedì 15, prima dell'approdo del testo in Aula alla Camera, previsto per il 28.
Slitta invece alla prossima settimana, sempre alla Camera, il voto in commissione sul ddl contro l'antisemitismo, il cui arrivo in Aula è fissato per il 2 ottobre. Il provvedimento continua a dividere gli schieramenti: nel centrodestra si discute sulla priorità da dare al testo rispetto alla riforma della cittadinanza, mentre nel Pd la componente riformista ha annunciato voto favorevole, in controtendenza rispetto al resto del partito.
Sul ddl si è registrata anche una manifestazione a Montecitorio, promossa da circa 300 sigle del mondo della sinistra. Durante il sit-in sono comparse bandiere di Hamas e Hezbollah, episodio che ha provocato le proteste di altri partecipanti alla mobilitazione.