Legge elettorale, Ciriani: "Il governo va avanti". Vannacci: "Vinti gli infami della poltrona"

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento rivendica la stabilità della maggioranza dopo il ko alla Camera sulle preferenze. Il leader di Futuro Nazionale attacca i "badogliani del centrodestra"

A cura di Glauco Valentini Redazione
15 luglio 2026 11:34
Legge elettorale, Ciriani: "Il governo va avanti". Vannacci: "Vinti gli infami della poltrona" - Ciriani © Skytg24
Ciriani © Skytg24
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Il giorno dopo la sconfitta della maggioranza alla Camera sull'emendamento per la reintroduzione delle preferenze, bocciato per un solo voto (188 contro 187), il governo prova a serrare i ranghi. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ospite di Start su Skytg24, ha sottolineato che l'esecutivo non intende concludere la propria esperienza e si dice orgoglioso della stabilità garantita al Paese.

Sul fronte dei cosiddetti franchi tiratori, Ciriani ammette la difficoltà di individuare i responsabili: se sono mancati 20-25 voti significa che sono venuti a mancare consensi dalla maggioranza, ma è impossibile stabilire chi abbia votato contro, e questo vale anche per Futuro Nazionale. Il ministro attribuisce il comportamento dei dissidenti a un istinto di autoconservazione, e rivolge un attacco alle opposizioni, accusate di aver invocato il voto segreto pur dicendosi favorevoli al cambiamento della politica.

Toni ben più duri arrivano da Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale, parlando durante un incontro a Vasto, in Abruzzo, ha definito vincitori della giornata "gli infami della poltrona". Secondo Vannacci, i "badogliani del centrodestra" avrebbero potuto colpire alle spalle il proprio stesso schieramento grazie alle munizioni fornite dal Pd e dalla sinistra, che avrebbero chiesto il voto segreto.

Sulle cifre dei dissidenti le stime divergono: il capogruppo leghista Riccardo Molinari parla di circa 31 franchi tiratori, nessuno nella Lega, mentre i calcoli del Partito Democratico ne contano 36 o 37. Intanto alcuni deputati vicini a Vannacci si sono filmati in Aula durante il voto segreto per dimostrare di aver votato a favore dell'emendamento, episodio che ha provocato momenti di tensione e la sospensione della seduta.

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