L’agente Cinturrino resta in carcere: il Gip contesta “metodi intimidatori”

L’ispettore capo sarà destituito. Pisani: “Caso di estrema gravità”

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 febbraio 2026 11:37
L’agente Cinturrino resta in carcere: il Gip contesta “metodi intimidatori” -
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L’agente Carmelo Cinturrino, ispettore capo della Polizia di Stato accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, rimane in carcere. Lo ha deciso il Gip di Milano, che nell’ordinanza ha evidenziato non solo la gravità delle accuse, ma anche l’“assenza di collaborazione” da parte dell’indagato, sottolineando come Cinturrino “abbia ammesso solo ciò che era ormai evidente”.

Secondo quanto emerge dagli atti, l’ispettore ha riconosciuto le proprie responsabilità nell’omicidio, ma ha respinto con fermezza le ulteriori contestazioni mosse da alcuni testimoni, che lo accusano di aver preteso denaro e droga dai pusher attivi nella zona di Rogoredo. A queste dichiarazioni si aggiungono le testimonianze di alcuni colleghi, che descrivono comportamenti violenti e “metodi intimidatori” durante le operazioni antidroga.

La posizione disciplinare dell’agente è ormai segnata. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha definito la vicenda “un fatto grave” e ha annunciato che Cinturrino sarà destituito senza attendere il rinvio a giudizio. “Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica”, ha dichiarato Pisani. “Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è chiaro e di estrema gravità: per noi va destituito subito”.

La Procura prosegue intanto le indagini per ricostruire nel dettaglio il contesto in cui è maturato l’omicidio e verificare la fondatezza delle ulteriori accuse che gravitano sull’ispettore.

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