La foto dell’anno al World Press Photo 2026

La famiglia separata dall’Ice nello scatto di Carol Guzy

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 aprile 2026 15:12
La foto dell’anno al World Press Photo 2026 -
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La fotografia Separated by ICE della statunitense Carol Guzy si è aggiudicata il World Press Photo of the Year 2026, imponendosi come immagine simbolo delle conseguenze umane delle politiche migratorie negli Stati Uniti.

Scattata il 26 agosto 2025 all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, la foto ritrae il momento in cui Luis, un migrante ecuadoriano senza precedenti penali secondo la famiglia, viene arrestato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement al termine di un’udienza presso il tribunale per l’immigrazione. Accanto a lui, la moglie Cocha e i tre figli – di 7, 13 e 15 anni – esplodono in un pianto disperato mentre assistono alla separazione forzata dal loro unico sostegno economico.

Guzy, fotoreporter di lunga esperienza e già vincitrice di quattro premi Pulitzer, ha realizzato lo scatto in uno dei pochissimi corridoi federali statunitensi accessibili ai fotografi. Per settimane, lei e altri colleghi hanno documentato gli arresti dell’ICE, raccogliendo testimonianze di famiglie che si presentavano alle udienze “in buona fede”, come sottolineato dalla stessa fotografa. L’immagine premiata fa infatti parte della serie ICE Arrests at New York Court, vincitrice anche nella categoria Storie per la regione Nord e Centro America.

La direttrice esecutiva del World Press Photo, Joumana El Zein Khoury, ha definito la fotografia “una testimonianza cruda e necessaria”, capace di mostrare “il dolore inconsolabile di bambini che perdono il padre in un luogo costruito per la giustizia”. Secondo l’organizzazione, lo scatto non rappresenta un episodio isolato, ma la documentazione di una politica applicata sistematicamente a persone che seguono le regole loro imposte.

Guzy ha dedicato il premio alle famiglie che hanno accettato di farsi fotografare in momenti di estrema vulnerabilità: “Il coraggio di aprire le loro vite alle nostre macchine fotografiche ci ha permesso di raccontare le loro storie. Questo premio appartiene a loro, non a me”.

Il World Press Photo 2026 ha selezionato l’immagine tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotoreporter provenienti da 141 Paesi, confermando ancora una volta il ruolo centrale del fotogiornalismo nel documentare le crisi globali e nel rendere visibili le conseguenze umane delle scelte politiche.

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