La Corte Ue boccia la legge ungherese sulle persone Lgbt

“Violati i valori fondanti dell’Unione”: decisione storica dei giudici di Lussemburgo

A cura di Glauco Valentini Redazione
21 aprile 2026 11:14
La Corte Ue boccia la legge ungherese sulle persone Lgbt - © Ansa
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La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che l’Ungheria, con la legge che vieta la diffusione ai minori di contenuti che ritraggano l’omosessualità, ha violato il diritto dell’Unione. Il provvedimento, presentato dal governo come misura di tutela dei minori, è stato giudicato discriminatorio e contrario ai valori sanciti dall’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea, che richiama il rispetto della dignità umana, dell’uguaglianza e dei diritti fondamentali.

Si tratta della prima volta in cui la Corte riconosce, in un ricorso diretto contro uno Stato membro, una violazione esplicita dei valori fondativi dell’Ue. La causa era stata avviata dalla Commissione europea, con l’adesione di quindici Stati membri, configurandosi come la più ampia procedura mai portata davanti ai giudici di Lussemburgo in materia di diritti umani.

Secondo la Corte, la normativa ungherese “stigmatizza ed emargina” le persone Lgbt, introducendo restrizioni non giustificate e incompatibili con il quadro giuridico europeo. La sentenza rafforza il principio secondo cui la protezione dei minori non può essere utilizzata per limitare diritti e libertà fondamentali, né per discriminare gruppi sociali.

La decisione apre ora la strada a possibili ulteriori passaggi della Commissione nei confronti di Budapest, mentre nel dibattito europeo torna al centro il tema del rispetto dello Stato di diritto all’interno dell’Unione.

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