Khamenei: “Hormuz deve rimanere chiuso”. Cresce la tensione tra Iran, Usa e Israele
Nel suo primo messaggio alla nazione, la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei invoca la chiusura dello Stretto e promette vendetta
La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha diffuso il suo primo messaggio alla nazione attraverso un discorso registrato e trasmesso dalla tv di Stato. Un intervento dai toni durissimi, nel quale il leader – che non è mai apparso in video, alimentando interrogativi sulle sue condizioni di salute – ha invocato una linea di massima fermezza contro gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione.
“Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane”, ha dichiarato Khamenei. Il nuovo leader ha poi promesso che l’Iran “non si ritirerà mai” e che “vendicherà il sangue dei martiri”, un riferimento diretto ai recenti attacchi che hanno colpito figure di spicco dell’apparato militare e politico iraniano.
La risposta degli Stati Uniti è arrivata rapidamente. Il presidente Donald Trump, in un messaggio pubblicato su Truth Social, ha affermato che “fermare l’impero malvagio dell’Iran e impedirgli di avere armi nucleari è più importante del petrolio”, ribadendo la linea di massima pressione contro Teheran.
Nel frattempo, la situazione militare nella regione continua a deteriorarsi. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito siti nucleari iraniani, senza fornire ulteriori dettagli sull’entità dei danni. Poche ore dopo, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno riferito che Hezbollah ha lanciato circa 200 razzi contro il territorio israeliano durante la notte. L’Idf ha inoltre avvertito che potrebbe invadere il Libano qualora Beirut non riuscisse a fermare le milizie sciite.
Il quadro complessivo è quello di un’escalation rapida e potenzialmente incontrollabile, con lo Stretto di Hormuz – uno dei passaggi energetici più strategici al mondo – al centro di una nuova crisi internazionale.