Italia, notte da dentro o fuori in Bosnia. Gattuso punta su Retegui‑Kean

Džeko smorza le polemiche: “Con Dimarco tutto ok, ma se temono il Galles…”

A cura di Glauco Valentini Redazione
30 marzo 2026 19:08
Italia, notte da dentro o fuori in Bosnia. Gattuso punta su Retegui‑Kean -
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L’Italia arriva alla vigilia più delicata degli ultimi anni con la consapevolezza di giocarsi tutto in una sola partita. A Zenica, nella finale dei playoff Mondiali contro la Bosnia, gli Azzurri inseguono il ritorno alla fase finale dopo due edizioni mancate. Una pressione enorme, amplificata dal clima teso e dalle condizioni meteo che hanno costretto la squadra a modificare il programma: ultimo allenamento a Coverciano e partenza per Sarajevo soltanto in serata.

La scelta del ct: coppia Retegui‑Kean

Gennaro Gattuso sembra orientato a confermare un attacco fisico e diretto, affidandosi alla coppia Retegui‑Kean. Una soluzione che punta a sfruttare profondità, aggressività e capacità di attaccare l’area, elementi ritenuti decisivi in una gara che si preannuncia intensa e poco incline ai fronzoli. Il resto della formazione dovrebbe ricalcare le ultime uscite, con l’obiettivo di dare continuità a un’identità ancora in costruzione ma già riconoscibile.

Džeko e il caso Dimarco: “Tutto ingigantito dai social”

A scaldare la vigilia ci ha pensato Edin Džeko, leader della Bosnia e voce esperta dello spogliatoio. L’attaccante ha provato a spegnere le polemiche nate dopo l’esultanza social di Federico Dimarco per l’eliminazione del Galles, episodio che aveva irritato parte dell’ambiente bosniaco. “Con Federico è tutto ok, ci siamo parlati. I social ingigantiscono ogni cosa”, ha spiegato Džeko, prima di lanciare una frecciata: “Se qualcuno ha paura di giocare contro il Galles, allora vuol dire che qualcosa non funziona”. Una frase che aggiunge pepe a una sfida già carica di tensione emotiva e sportiva.

Una finale che pesa come un Mondiale

Zenica sarà un catino ribollente, e l’Italia dovrà dimostrare di saper reggere un contesto ostile, trasformando la pressione in energia. La posta in gioco è enorme: un Mondiale da riconquistare, un ciclo tecnico da consolidare, un Paese intero che attende di tornare a sentirsi parte della grande scena internazionale.

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