Italia migliora ma resta alto il rischio povertà
Il rapporto Bes dell'Istat segnala progressi in diversi ambiti, dal lavoro alla salute e all'ambiente. Restano le difficoltà legate al reddito e alla capacità delle famiglie di arrivare a fine mese
L'Italia registra progressi in diversi indicatori del benessere, ma continua a fare i conti con fragilità economiche e sociali. È quanto emerge dal rapporto Bes dell'Istat, che analizza la qualità della vita nel Paese attraverso una serie di parametri che vanno oltre il semplice andamento del Pil.
Su 132 indicatori esaminati, 54 risultano in miglioramento, 55 sono stabili e 23 registrano un peggioramento. I segnali positivi riguardano diversi ambiti, tra cui lavoro, salute e ambiente.
Il quadro resta però meno favorevole sul fronte economico. In Italia il rischio di povertà si mantiene superiore alla media dell'Unione europea e persistono difficoltà legate al reddito disponibile e alla capacità delle famiglie di far fronte alle spese quotidiane.
A preoccupare è soprattutto il dato sulla povertà assoluta: secondo le cifre riportate, nel 2025 oltre 5,4 milioni di persone vivevano in questa condizione.
Il rapporto restituisce quindi un quadro articolato: da una parte i progressi in numerosi aspetti della qualità della vita, dall'altra disuguaglianze e difficoltà economiche che continuano a incidere sul benessere di milioni di cittadini.