Italia cauta sull’uso delle basi USA: Meloni ribadisce “Non siamo in guerra”
La premier frena sulle richieste statunitensi e rimanda ogni decisione al Parlamento. Crosetto: “Gli USA hanno agito fuori dal diritto internazionale”
Il governo italiano adotta una linea di prudenza sull’eventuale utilizzo delle basi statunitensi in Italia nel contesto della crisi in Medio Oriente. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un’intervista a RTL, chiarisce che “l’Italia non è in guerra e non lo sarà”, precisando che ogni scelta in materia di basi militari sarà presa “nel rispetto degli accordi internazionali e con un passaggio in Parlamento”.
Le opposizioni chiedono che la premier riferisca in Aula, richiesta che sarà soddisfatta l’11 marzo. Intanto, nella giornata odierna, sono stati i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto a confrontarsi con il Parlamento. Il titolare della Difesa, rispondendo alle domande dei gruppi di minoranza, ha riconosciuto che “gli Stati Uniti hanno agito fuori dal diritto internazionale” e ha definito il conflitto “una guerra che non abbiamo voluto”.
Diverso il capitolo relativo al supporto difensivo ai Paesi del Golfo e a Cipro: ai primi l’Italia invierà sistemi antimissile, mentre per l’isola è previsto un pacchetto di aiuti destinato alla protezione del territorio.
Sul fronte interno, il governo ha ulteriormente innalzato il livello delle misure di sicurezza, portando la protezione aerea ai massimi standard. Parallelamente continua l’impegno della Farnesina per assistere gli italiani presenti nelle zone di guerra: circa 100mila connazionali risultano coinvolti, e 10mila sono già stati aiutati a rientrare.