Israele sfida l’appello di Trump e colpisce l’Iran: raid su più città, sirene e rifugi in tutto il Paese

Nuova escalation in Medio Oriente. Netanyahu ordina attacchi contro obiettivi iraniani dopo il lancio di missili da Teheran

A cura di Redazione Redazione
08 giugno 2026 07:14
Israele sfida l’appello di Trump e colpisce l’Iran: raid su più città, sirene e rifugi in tutto il Paese -
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La tensione tra Israele e Iran torna a salire bruscamente. Nelle ultime ore l'esercito israeliano ha condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi in diverse aree dell'Iran, in risposta al lancio di missili balistici da parte di Teheran verso il territorio israeliano. L'operazione è stata autorizzata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha deciso di procedere nonostante gli appelli alla moderazione arrivati dal presidente statunitense Donald Trump.

Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, durante la notte le sirene d'allarme hanno risuonato in numerose città del Paese, costringendo milioni di persone a raggiungere rifugi e aree protette. Le Forze di Difesa Israeliane hanno inoltre annunciato di aver intercettato diversi missili diretti verso Israele, tra cui un vettore lanciato dallo Yemen e altri provenienti dall'Iran.

Sul fronte iraniano, le Guardie Rivoluzionarie hanno riferito che gli attacchi israeliani hanno colpito diverse località strategiche, tra cui Karaj, Isfahan e Tabriz. Nella capitale Teheran sarebbero state registrate almeno due forti esplosioni, mentre sistemi di difesa aerea sono entrati in azione in varie zone del Paese. Fonti internazionali riportano esplosioni anche in altre aree dell'Iran centrale e occidentale.

L'azione militare israeliana arriva dopo un nuovo scambio di attacchi che rischia di compromettere i tentativi diplomatici avviati nelle ultime settimane. Trump aveva invitato pubblicamente Netanyahu a evitare ulteriori rappresaglie per scongiurare un allargamento del conflitto, ma il governo israeliano ha ritenuto necessario rispondere agli attacchi missilistici iraniani, sostenendo di aver preso di mira infrastrutture e obiettivi militari.

La nuova escalation alimenta i timori di una crisi regionale ancora più ampia, con il coinvolgimento di attori alleati di Teheran e il rischio di un'estensione delle ostilità oltre i confini di Israele e Iran. Le cancellerie occidentali seguono con preoccupazione l'evolversi della situazione, mentre la comunità internazionale continua a chiedere un immediato ritorno alla de-escalation.

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