Iraq, raid Usa-Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane: almeno 20 morti
La Forza di Mobilitazione Popolare denuncia decine di feriti in sette province. Nel frattempo Teheran avrebbe acquistato centinaia di missili antiaerei dalla Cina
Almeno venti combattenti sono rimasti uccisi e altri trentadue feriti in una serie di attacchi aerei condotti congiuntamente da Stati Uniti e Arabia Saudita contro basi in Iraq legate a formazioni paramilitari di orientamento filo-iraniano. Lo ha reso noto la Forza di Mobilitazione Popolare (Pmf), la coalizione di ex milizie ormai inquadrata nelle forze armate irachene, precisando che il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi. Gli attacchi hanno colpito installazioni in sette diverse province del Paese.
Da parte statunitense e saudita, l'operazione viene descritta come una risposta a una serie di attacchi con droni attribuiti a gruppi legati ai Guardiani della Rivoluzione iraniani, che nelle ultime settimane avrebbero preso di mira sia le forze americane presenti nella regione sia infrastrutture energetiche saudite.
Sullo sfondo della crisi, l'agenzia Reuters ha riferito nei giorni scorsi di un'importante fornitura di armamenti verso Teheran: l'Iran avrebbe concluso un accordo con la Cina per l'acquisto di circa 400 lanciamissili portatili antiaerei, per un valore stimato tra i 60 e i 70 milioni di dollari. La prima tranche della fornitura sarebbe attesa entro poche settimane, un elemento che secondo gli analisti potrebbe complicare ulteriormente il già teso quadro di sicurezza nell'area.
La situazione resta in evoluzione e le autorità irachene non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale indipendente delle vittime.