Iran, tensione nello stretto di Hormuz: Teheran parla di nave usa colpita, Washington smentisce

Scontro di versioni tra Iran e Stati Uniti. Intanto cresce la pressione politica: Trump, secondo fonti, pronto a un ultimatum sui negoziati

04 maggio 2026 15:17
Iran, tensione nello stretto di Hormuz: Teheran parla di nave usa colpita, Washington smentisce - Foto repertorio
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Nuova escalation di tensione nel Golfo Persico, dove l’Iran sostiene di aver fermato un’unità navale statunitense nello strategico stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il traffico mondiale di petrolio. La notizia, diffusa dall’agenzia iraniana Fars, parla di due missili lanciati contro una nave da guerra americana nei pressi dell’isola di Jask, dopo che questa avrebbe ignorato ripetuti avvertimenti a cambiare rotta.

Secondo la ricostruzione di Teheran, l’azione sarebbe stata una risposta difensiva per proteggere le proprie acque territoriali. Tuttavia, la versione iraniana è stata rapidamente smentita da Washington. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha infatti dichiarato che “nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita”, ribadendo che le operazioni nella regione proseguono regolarmente.

Le forze americane, si legge nella nota, stanno continuando a sostenere le attività legate al “Project Freedom” e a mantenere il blocco navale nei confronti dei porti iraniani, in un contesto già segnato da forti attriti geopolitici.

A complicare ulteriormente il quadro è il fronte politico. Secondo quanto riportato dal sito Axios, l’ex presidente Donald Trump — figura ancora influente nel dibattito strategico statunitense — sarebbe sempre più impaziente di fronte allo stallo nei negoziati con l’Iran. Citando un alto funzionario, Axios riferisce che Trump punterebbe a un accordo in tempi brevi, altrimenti sarebbe pronto a far “saltare tutto completamente”, in un chiaro riferimento a possibili azioni militari.

Lo stretto di Hormuz resta dunque un punto nevralgico non solo per il commercio globale, ma anche per gli equilibri internazionali. Le dichiarazioni contrastanti e i toni sempre più accesi rischiano di alimentare ulteriormente una crisi già delicata, con possibili ripercussioni ben oltre la regione mediorientale.

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