Iran, nuova ondata di raid Usa: Trump prepara un'offensiva più ampia

Il Centcom annuncia attacchi alle 6 del mattino (mezzogiorno in Italia)

A cura di Michela Alessi Redazione
15 luglio 2026 15:35
Iran, nuova ondata di raid Usa: Trump prepara un'offensiva più ampia - Teheran © ANSAEPA
Teheran © ANSAEPA
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Prosegue senza sosta la campagna militare statunitense contro l'Iran. Questa mattina il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto su X di aver completato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi in Iran, iniziata alle 6 ora locale (mezzogiorno in Italia). Secondo quanto riferito dallo stesso Comando, l'operazione ha avuto una durata di circa 90 minuti e ha visto l'impiego di munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera e siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull'isola di Grande Tunb. L'obiettivo dichiarato resta lo stesso delle precedenti ondate: indebolire ulteriormente la capacità iraniana di colpire il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

Verso un'escalation più ampia

A rendere ancora più delicato il quadro è la rivelazione di Axios, secondo cui martedì il presidente Donald Trump avrebbe riunito il suo staff più stretto nella Situation Room della Casa Bianca per discutere di un'offensiva potenzialmente molto più ampia rispetto agli attuali raid concentrati nell'area dello Stretto. Alla riunione, secondo fonti citate dalla testata, avrebbero partecipato tra gli altri il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, per discutere nuovi piani contro obiettivi strategici iraniani.

La situazione sul terreno

Dall'8 luglio l'esercito americano ha condotto diverse ondate di attacchi, mentre Teheran ha risposto colpendo basi statunitensi nella regione e mantenendo chiuso lo Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore almeno due navi sono state fermate dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane con colpi di avvertimento. Trump, in una recente intervista a Fox News, non ha escluso nemmeno un'eventuale campagna di terra, pur ribadendo di non aver chiuso la porta a una soluzione negoziata con Teheran.

La tensione nel Golfo resta dunque altissima, con la comunità internazionale che osserva con crescente preoccupazione gli sviluppi di una crisi che, giorno dopo giorno, sembra allontanarsi da una soluzione diplomatica.

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