Iran: "Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Usa non cambieranno il loro comportamento"
Teheran detta le condizioni per la riapertura. Pezeshkian: "È il momento di trovare un accordo". Tensioni anche in Medio Oriente e sul fronte ucraino
Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non modificheranno il proprio comportamento. A ribadirlo è stato Zolqadr, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, che ha indicato le condizioni poste da Teheran: cessazione della guerra e delle ostilità contro gli alleati dell’Iran, rimozione del blocco navale, ritiro delle truppe, risarcimenti, revoca delle sanzioni e sblocco dei beni congelati.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invece sottolineato la necessità di superare la situazione di «né guerra né pace», indicando nell’attuale fase il momento più favorevole per raggiungere un accordo.
Sul fronte statunitense, secondo quanto riferito dal Washington Post, il Pentagono avrebbe chiesto alle industrie della difesa di accelerare la produzione e la consegna di armamenti.
Restano alte le tensioni nella regione. Un impianto di gas in Arabia Saudita è stato colpito da un incendio, mentre gli Houthi hanno lanciato un nuovo avvertimento a Riad, sostenendo che, nonostante le alleanze, «alla fine lascerete lo Yemen». La Turchia ha inoltre indicato l’Egitto come possibile prossimo Paese ad aderire al Patto della Mecca.
Intanto, droni israeliani sono entrati in azione in Libano. Sul fronte della guerra in Ucraina, nella notte sono stati colpiti Kharkiv e Odessa, con vittime e feriti. Kiev ha inoltre condotto un attacco contro Belgorod, in territorio russo.