Iran, il traffico si ferma nello Stretto di Hormuz dopo due giorni di raid Usa
Teheran conta 14 morti e 78 feriti. La rappresaglia iraniana colpisce basi americane in Kuwait, Qatar e Bahrein
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è quasi completamente arrestato dopo due giornate consecutive di attacchi statunitensi contro l'Iran, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. I movimenti osservabili nella cruciale via d'acqua energetica si concentrano ormai lungo una rotta settentrionale approvata da Teheran, mentre il corridoio meridionale sostenuto dagli Stati Uniti e da Oman risulta pressoché deserto, secondo i dati di tracciamento navale.
Sul fronte umano, il bilancio si aggrava di ora in ora. Il ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera, afferma che gli attacchi statunitensi hanno causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 78 in due giorni, di cui 47 ancora ricoverate in ospedale. Esplosioni sono state segnalate in diverse città iraniane lungo lo Stretto, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik.
Sul piano militare, Teheran non è rimasta a guardare. L'esercito iraniano ha dichiarato di aver colpito, con droni d'attacco kamikaze, siti in Kuwait, Qatar e Bahrein, in risposta ai raid statunitensi. Nello specifico, secondo quanto riferito, sarebbero stati presi di mira un sistema di intercettazione missilistica Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e alcuni serbatoi di carburante in Bahrein.
La tensione nella regione resta altissima, con il rischio concreto che la fragile tregua raggiunta nelle scorse settimane tra Washington e Teheran vada definitivamente in pezzi.