Iran, escalation senza tregua: 787 vittime. Teheran all’UE: “Non unitevi alla guerra”
Trump ha ribadito la linea dura: “Siamo pronti a rispondere, possiamo combattere a lungo”
Prosegue l’escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, il bilancio delle vittime è salito a 787. Raid e contrattacchi si susseguono tra Iran, Libano e Paesi del Golfo, mentre cresce l’allarme internazionale.
Teheran ha lanciato un appello ai Paesi europei chiedendo di non unirsi al conflitto al fianco di Washington e Tel Aviv. Il presidente americano Donald Trump ha ribadito la linea dura: “Siamo pronti a rispondere, possiamo combattere a lungo”.
Attacchi nel Golfo e in Libano
Colpita l’ambasciata Usa a Riad, in Arabia Saudita. Missili e droni iraniani hanno preso di mira anche basi in Bahrein e infrastrutture in Oman. Negli Emirati Arabi Uniti si registrano tre morti e 68 feriti secondo le autorità locali.
In Libano, le forze israeliane hanno avviato un’operazione di terra nel sud del Paese dopo nuovi raid su Beirut. L’Onu segnala almeno 30mila sfollati.
Tensione globale e mercati in crisi
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha confermato danni al sito nucleare di Natanz, ma senza fughe radioattive. Intanto le Borse internazionali sono in calo e i prezzi di petrolio e gas risultano in forte aumento, con possibili ripercussioni su carburanti e bollette.
Il quotidiano The New York Times scrive che la scelta di Trump rappresenta “la scommessa più rischiosa della sua presidenza”, con il pericolo di un conflitto esteso e conseguenze economiche globali.
Italiani bloccati, Farnesina al lavoro
La Farnesina ha predisposto voli straordinari da Mascate e Abu Dhabi per il rientro di circa 500 connazionali. Restano bloccati diversi italiani nell’area del Golfo, tra cui la cantante Luisa Corna, che ha raccontato di “bombardamenti per tutta la notte” e di un clima di forte insicurezza.
L’Italia ha inoltre rafforzato la vigilanza su oltre 28mila obiettivi sensibili sul territorio nazionale.
La comunità internazionale continua a chiedere un cessate il fuoco immediato, mentre il conflitto rischia di allargarsi ulteriormente all’intera regione.