Iran, condannata a morte a 23 anni per un post sui social

La giovane sarebbe stata arrestata dalle forze di sicurezza durante le proteste nazionali di gennaio

A cura di Redazione Redazione
14 ottobre 2026 18:02
Iran, condannata a morte a 23 anni per un post sui social -
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Najmeh Amini, studentessa di contabilità, è detenuta nel carcere di Vakilabad, a Mashhad. La condanna sarebbe legata a un post sui social media. Le organizzazioni per i diritti umani chiedono un intervento internazionale.

Una condanna a morte per blasfemia, legata a un post sui social media. È la vicenda di Najmeh Amini, 23 anni, studentessa di contabilità detenuta nel carcere di Vakilabad, nella città nord-orientale iraniana di Mashhad. Come riporta il Guardian, la giovane è stata condannata in due distinti procedimenti giudiziari: nel primo alla pena capitale, nel secondo a oltre 12 anni di reclusione.

Secondo quanto riferito da una fonte vicina alla famiglia all'organizzazione statunitense Human Rights Activists in Iran (HRAI), la condanna a morte è stata pronunciata con l'accusa di "sab ol-nabi", ovvero insulto al profeta. Nel secondo procedimento, Amini è stata condannata a 12 anni, sei mesi e un giorno di carcere per presunte attività contro la sicurezza nazionale e diffusione di propaganda contro il regime.

La giovane sarebbe stata arrestata dalle forze di sicurezza durante le proteste nazionali di gennaio, represse nel sangue dalle autorità iraniane. Secondo le ricostruzioni delle organizzazioni per i diritti umani, migliaia di persone sarebbero state uccise nel corso della repressione, mentre l'agenzia di stampa Hrana, affiliata all'HRAI, ha riferito di oltre 50mila arresti.

Dal carcere, in una registrazione audio diffusa il mese scorso, Amini ha lanciato un appello alla comunità internazionale, chiedendo alle Nazioni Unite, agli avvocati e alle organizzazioni per i diritti umani di indagare sul suo caso.

"Oggi non voglio fare la figura dell'eroina. Voglio solo una cosa: che la mia voce sia ascoltata", ha dichiarato la giovane. Poi le parole rivolte alla sua famiglia e alle speranze di una ragazza di 23 anni: "Sono una ragazzina innocente con tante speranze e sogni. Ho dei genitori che mi aspettano. Una famiglia che ogni notte, con la paura di perdermi, trasforma la propria notte in un mattino".

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