Iran colpisce petroliere Usa nel Golfo, rappresaglia dopo l'attacco americano
Gran Bretagna e altri 11 Paesi vietano le merci dagli insediamenti in Cisgiordania. Israele reagisce chiudendo il consolato a Gerusalemme est
L'Iran ha attaccato ieri alcune navi e petroliere statunitensi nel Golfo, in risposta a un'analoga azione militare compiuta dagli Stati Uniti nei giorni precedenti. L'escalation aggrava le tensioni nell'area, già segnata da mesi di scontri indiretti tra Teheran e Washington.
Sul fronte mediorientale, la Gran Bretagna ha annunciato, insieme ad altri undici Paesi tra cui Francia, Spagna e Canada, il divieto di importazione di merci prodotte negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ritenuti illegali dal diritto internazionale. L'Italia non ha aderito all'iniziativa. Secondo Londra, Israele "chiude gli occhi sulla pulizia etnica" in atto nei Territori palestinesi.
La reazione israeliana non si è fatta attendere: il governo ha disposto la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme est e ha vietato l'ingresso nel Paese a dodici funzionari e personalità pubbliche, tra cui l'ex leader laburista Jeremy Corbyn.
In Italia, la segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto all'esecutivo di aderire all'iniziativa contro le merci provenienti dagli insediamenti.
Infine, il quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu dei piani di attacco di Hamas prima del 7 ottobre, informazione che il premier non avrebbe girato ai vertici dell'intelligence. Netanyahu ha respinto seccamente le accuse, parlando di "menzogne".