Il video diffuso da Ilaria Cucchi riaccende il caso Diarra: “Non siamo a Minneapolis. Salvini non è Trump. Almeno spero”
Le immagini degli ultimi istanti di vita del migrante maliano ucciso a Verona rilanciano il dibattito su uso della forza, sicurezza e retorica politica
Un nuovo elemento entra nel dibattito sul caso di Moussa Diarra, il migrante maliano ucciso da un agente della Polizia ferroviaria a Verona: un video pubblicato da Ilaria Cucchi sul proprio profilo Instagram, che mostra gli ultimi momenti di vita dell’uomo. Nelle immagini si vede Diarra a terra, agonizzante, mentre l’agente che ha sparato chiede l’intervento urgente di un’ambulanza. Accanto al corpo, il coltello che aveva innescato la reazione dell’agente, definito da Cucchi “una posata da tavola”.
La senatrice e attivista per i diritti umani accompagna il video con un commento diretto, rivolto anche al leader della Lega Matteo Salvini. “Ha subito detto che non ci mancherà”, ricorda Cucchi, criticando la rapidità con cui il vicepremier ha preso posizione sull’episodio. Poi aggiunge: “Siamo a Verona e non a Minneapolis. E Salvini non è Trump. Almeno spero”.
Le parole di Cucchi, insieme alle immagini diffuse, riaprono il confronto pubblico sul tema dell’uso della forza da parte delle forze dell’ordine e sul linguaggio politico che accompagna episodi di cronaca complessi e delicati. Il caso Diarra, già al centro di polemiche e ricostruzioni divergenti, torna così a occupare il dibattito nazionale, tra richieste di chiarezza, tensioni politiche e interrogativi sulla gestione delle situazioni di rischio nelle stazioni e negli spazi pubblici.