Il mistero di Daniel: da un mese viveva in aeroporto senza documenti
Il giovane, che dice di essere svedese, non ricorda la propria identità e non ha denaro né effetti personali
Una storia che ricorda il film «The Terminal», con Tom Hanks, quella di Daniel, il giovane che da oltre un mese aveva trovato rifugio nell'aeroporto di Napoli Capodichino. Senza documenti, denaro né effetti personali, racconta di non ricordare il proprio passato e di sapere soltanto di essere svedese.
Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, avrebbe circa 30 anni. La sua presenza nello scalo non è passata inosservata: nel tempo alcuni dipendenti e operatori dei negozi hanno iniziato ad aiutarlo, offrendogli cibo, vestiti e prodotti per l'igiene personale.
A occuparsi del caso è il console onorario della Svezia a Napoli, Pierluigi Petrone, che ha coinvolto anche l'ambasciata svedese a Roma e la polizia di frontiera per cercare di ricostruire l'identità del giovane e trovare una soluzione.
La situazione è diventata ancora più delicata con la chiusura dell'aeroporto di Capodichino, dal primo novembre, per i lavori di manutenzione della pista che proseguiranno per circa un mese. Lo scalo, che rappresentava il suo unico punto di riferimento, non è più accessibile come prima.
L'obiettivo è ora identificare Daniel, verificare il suo racconto e garantirgli assistenza. Il console ha lanciato un appello affinché chiunque possa riconoscerlo o fornire informazioni utili si faccia avanti.