Hormuz resta chiuso, Israele intensifica i raid su Beirut sud
Pressioni internazionali per una de-escalation: via libera ai negoziati con il Libano, mentre gli Stati Uniti cercano di frenare l’offensiva israeliana
La crisi in Medio Oriente si aggrava ulteriormente mentre Israele prosegue senza sosta la propria offensiva militare. Nelle ultime ore sono continuati i bombardamenti su Beirut, con l’esercito israeliano che ha invitato la popolazione a evacuare la zona sud della città, considerata uno degli obiettivi principali delle operazioni.
Di fronte all’intensificarsi degli attacchi, il Libano ha ottenuto l’apertura di colloqui diretti con Israele nel tentativo di fermare le ostilità. Una svolta diplomatica che potrebbe rappresentare un primo passo verso una de-escalation, anche se sul terreno la situazione resta estremamente tesa.
Secondo fonti americane, l’ex presidente Donald Trump starebbe esercitando pressioni sul premier israeliano Benjamin Netanyahu affinché venga ridotta l’intensità dei raid. L’obiettivo sarebbe quello di evitare un ulteriore allargamento del conflitto in una fase già altamente instabile.
Nel frattempo, resta critica anche la situazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Teheran ha confermato che, in base a un accordo in vigore, sarà consentito il passaggio di non più di 15 navi al giorno, mantenendo di fatto forti limitazioni alla circolazione marittima.
Sul fronte diplomatico, si guarda ora ai negoziati previsti a Islamabad, che saranno guidati dal vicepresidente statunitense J.D. Vance. Trump, in vista dell’incontro, ha lanciato un duro monito all’Iran: “O si raggiunge un accordo o sarà ancora guerra”.
Anche dall’Europa arrivano prese di posizione. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Praga, ha descritto il Libano come un Paese “sotto una tempesta di bombardamenti devastanti”. Il capo dello Stato ha ribadito la necessità di rafforzare la difesa comune europea, definendola “un’esigenza ormai indifferibile”, e ha difeso il ruolo della Nato in un contesto internazionale sempre più instabile.