Guerra o pace con l'Iran? Trump lancia il piano in 14 punti
Teheran si dice pronta a trattare ma frena su alcune clausole. Intanto i mercati scommettono sull'accordo e il petrolio crolla
Washington ha inviato a Teheran un piano articolato in quattordici punti con l'obiettivo di porre fine al conflitto e aprire la strada a negoziati più strutturati. Il documento prevede un impegno iraniano a sospendere l'arricchimento nucleare, in cambio della revoca delle sanzioni americane, dello sblocco dei fondi congelati e della garanzia di libero transito nello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump non ha usato mezzi termini: «Se Teheran accetta, la guerra finisce. Altrimenti le bombe saranno ancora più potenti». L'inquilino della Casa Bianca si è spinto a ipotizzare una firma già entro la prossima settimana, un ottimismo condiviso anche da Islamabad, che ha seguito da vicino l'evoluzione dei colloqui.
Il regime iraniano, però, frena. Fonti vicine alla leadership di Teheran hanno definito «inaccettabili» alcune delle clausole contenute nel piano, lasciando aperti margini di trattativa ma senza sbilanciarsi verso un'adesione immediata.
I mercati finanziari sembrano non condividere lo scetticismo: le principali borse mondiali hanno reagito con rialzi significativi all'annuncio dell'iniziativa diplomatica, mentre il prezzo del petrolio è crollato sull'aspettativa di una de-escalation nel Golfo Persico.
Sul fronte diplomatico si segnala anche la visita del Segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, prevista per domani, che giunge all'indomani delle polemiche scatenate dagli attacchi di Trump a Papa Leone. Il Pontefice non ha arretrato di un passo: «La Chiesa ha il dovere di denunciare il male e di annunciare la pace», ha ribadito con fermezza.