Gli USA annunciano i raid più pesanti. Teheran avverte Trump: “Attenti a non essere eliminati voi”
Escalation in Medio Oriente: oltre 1.200 morti, nuovi bombardamenti su Teheran, tensione in Libano e Qatar. Washington: “Oggi attacchi senza precedenti”
La guerra in Iran entra nella fase più critica: oltre 1.255 morti e 12 mila feriti dall’inizio dei raid. Nella notte nuovi bombardamenti su Teheran, mentre l’Iran continua a colpire gli Emirati Arabi Uniti e una base USA in Iraq. Israele ordina l’evacuazione del sud del Libano.
Il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth annuncia “il giorno di attacchi più intensi”, mentre il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani avverte Trump: “Fate attenzione a non essere eliminati voi”.
L’Europa parla di “pericolosa escalation”, con il cancelliere tedesco Merz che chiede a Teheran di fermare gli attacchi agli alleati. Intanto il Qatar tenta la mediazione, mentre intercetta missili diretti su Doha.
Gli Stati Uniti confermano oltre 5.000 obiettivi colpiti, inclusi siti di ricerca militare e fabbriche di droni. Tajani sostiene che le capacità belliche iraniane “stanno diminuendo fortemente”.
Trump apre a un possibile dialogo con Teheran, ma ribadisce che il nuovo leader Mojtaba Khamenei “non può vivere in pace”. L’Iran denuncia la distruzione di 30 siti culturali. Israele prepara l’estensione dello stato di emergenza fino al 26 marzo.