Guerra in Iran e petrolio in tensione: l'economia italiana rallenta ancora

Il Centro studi di Confindustria: dopo il Pil frenato nel secondo trimestre, gli effetti del conflitto si estendono anche al terzo. Inflazione alta e credito più rigido pesano su industria e investimenti

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 luglio 2026 11:59
Guerra in Iran e petrolio in tensione: l'economia italiana rallenta ancora -
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Il terzo trimestre dell'anno si apre all'insegna dell'incertezza per l'economia italiana. Secondo la congiuntura flash del Centro studi di Confindustria, la riaccensione del conflitto in Iran nel mese di luglio ha immediatamente fatto sentire i suoi effetti sul prezzo del petrolio, alimentando un clima di forte instabilità sui mercati.

Non si tratta di una novità isolata: gli analisti di Confindustria ricordano che la guerra aveva già contribuito a frenare il Pil italiano nel secondo trimestre, e i suoi effetti si stanno ora prolungando anche sui mesi successivi.

A pesare sul quadro economico nazionale sono diversi fattori concomitanti. L'inflazione, spiegano dal Centro studi, resterà elevata ancora per qualche tempo, mentre il canale del credito mostra segnali di progressivo irrigidimento. L'industria, dopo mesi segnati da shock ripetuti, continua a perdere colpi, con gli investimenti delle imprese in frenata.

Una nota parzialmente positiva arriva dal settore dei servizi, che si sta stabilizzando grazie al rapido recupero del turismo straniero. Il comparto, tuttavia, non mostra ancora segnali di vera e propria crescita, confermando un quadro complessivo di stagnazione per l'economia del Paese.

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