Guerra dei droni tra Russia e Ucraina: autobus colpito nel Donetsk, raid su Mosca e San Pietroburgo
Sette morti in un attacco contro un bus diretto in Crimea. Kiev colpisce infrastrutture energetiche e militari russe
La guerra in Ucraina continua a intensificarsi su entrambi i fronti, con una nuova giornata segnata da attacchi di droni, bombardamenti e vittime civili. Nelle ultime ore le autorità filorusse della regione di Donetsk hanno denunciato un attacco ucraino contro un autobus in viaggio da Mosca verso la Crimea occupata, mentre Kiev riferisce di nuovi raid russi contro le proprie città e infrastrutture civili.
Secondo le autorità locali nominate da Mosca, il mezzo sarebbe stato colpito da droni ucraini durante il transito nell'area del Donetsk sotto controllo russo. Il bilancio provvisorio parla di sette vittime e undici feriti, numeri che al momento non hanno ricevuto conferme indipendenti. L'episodio rappresenta uno degli attacchi più gravi contro un obiettivo civile in territorio controllato dalla Russia dall'inizio dell'estate militare. Le autorità russe accusano Kiev di aver deliberatamente preso di mira il trasporto passeggeri, mentre da parte ucraina non sono arrivate rivendicazioni ufficiali.
Droni su Mosca e San Pietroburgo
L'attacco al bus si inserisce in una vasta offensiva ucraina condotta nelle ultime ore contro il territorio russo. Secondo fonti locali, droni provenienti dall'Ucraina hanno colpito un importante terminal petrolifero nell'area di San Pietroburgo, proprio mentre la città ospita l'apertura del Forum Economico Internazionale, uno degli eventi più importanti per l'economia russa.
Nella stessa notte sarebbero stati registrati incendi anche in un impianto legato alla produzione missilistica russa, mentre allarmi aerei e attività delle difese antiaeree sono stati segnalati nelle regioni di Mosca e Leningrado. L'obiettivo della strategia ucraina appare sempre più orientato a colpire infrastrutture energetiche, logistiche e industriali lontane dal fronte, nel tentativo di aumentare i costi economici della guerra per il Cremlino.
Mosca non ha ancora fornito una valutazione completa dei danni, ma le autorità russe sostengono che gran parte dei droni sia stata intercettata.
L'inferno di fuoco sull'Ucraina
Gli attacchi ucraini arrivano dopo una delle notti più violente degli ultimi mesi per il Paese invaso. Tra lunedì e martedì la Russia ha lanciato contro l'Ucraina centinaia di droni e decine di missili in una vasta offensiva che ha colpito soprattutto Kiev, Dnipro e altre città del Paese. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, nell'attacco sono stati impiegati 656 droni e 73 missili di diverso tipo.
Il bilancio continua ad aggravarsi con il passare delle ore. Diverse fonti parlano di almeno 17 vittime e oltre 100 feriti, tra cui numerosi bambini, mentre i soccorritori sono ancora impegnati tra le macerie degli edifici colpiti. A Kiev si registrano incendi, blackout e gravi danni a strutture civili, mentre a Dnipro sono stati colpiti edifici residenziali e infrastrutture urbane.
Nella regione meridionale di Kherson, inoltre, una donna di 86 anni è rimasta uccisa in un attacco attribuito alle forze russe, confermando come il conflitto continui a colpire pesantemente la popolazione civile.
Zelensky: “Servono subito i Patriot”
Di fronte all'intensificazione degli attacchi russi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato il proprio appello agli alleati occidentali affinché accelerino la consegna di sistemi di difesa aerea avanzati, in particolare i missili e le batterie Patriot, considerati fondamentali per contrastare i missili balistici russi.
Il leader ucraino ha sottolineato come la crescente frequenza dei bombardamenti dimostri la necessità di rafforzare rapidamente lo scudo difensivo del Paese. Parallelamente, ha annunciato che all'interno dell'Unione Europea sono in corso i lavori per la definizione di un 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, con l'obiettivo di aumentare la pressione economica su Mosca e limitare ulteriormente le capacità industriali e militari del Cremlino.
Una guerra sempre più senza confini
L'evoluzione delle ultime settimane conferma come il conflitto stia assumendo una dimensione sempre più estesa. Se nei primi anni della guerra i combattimenti erano concentrati prevalentemente lungo la linea del fronte, oggi entrambe le parti colpiscono regolarmente obiettivi a centinaia di chilometri di distanza.
L'Ucraina punta a indebolire la macchina bellica russa attraverso attacchi contro raffinerie, depositi e impianti industriali; la Russia continua invece a utilizzare massicciamente droni e missili contro città e infrastrutture ucraine. Una strategia di logoramento reciproco che, a oltre quattro anni dall'inizio dell'invasione, non mostra segnali di rallentamento e continua a produrre un pesante tributo di vittime civili da entrambe le parti.