Gratteri scuote la campagna referendaria: “Imputati e massoni per il Sì”
La maggioranza insorge, La Russa: “Così si alza lo scontro”
Le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri irrompono con forza nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia, accendendo uno scontro politico che attraversa maggioranza e opposizioni. Intervenendo sul voto, il magistrato ha affermato che “per il No voteranno le persone perbene, per il Sì gli imputati e la massoneria deviata”, parole che hanno immediatamente provocato una tempesta istituzionale.
La maggioranza ha reagito con durezza. Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha parlato di “atto di delegittimazione grave e sconcertante”, mentre dal Comitato per il Sì è arrivato l’invito a Gratteri a “chiedere scusa” per un intervento ritenuto lesivo del confronto democratico. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito le parole del procuratore “un attacco alla democrazia”, mentre il leader di Azione Carlo Calenda le ha giudicate “di una gravità incredibile”.
Toni severi anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, secondo cui Gratteri “alza i toni dello scontro” in una fase già delicata. Il presidente della Camera ha invece richiamato tutti a “un dibattito sobrio”, invitando a riportare la discussione entro i confini istituzionali.
Intanto la campagna referendaria entra nel vivo. Forza Italia si prepara a lanciare i “treni per il Sì”, iniziativa che richiama le celebri “navi della libertà” di berlusconiana memoria. Sul fronte opposto, rientra la polemica sul video diffuso dal Partito Democratico con i campioni di curling Stefania Constantini e Amos Mosaner a sostegno del No: dopo le proteste del Coni, il contenuto è stato rimosso.