Golfo Persico: proseguono i colloqui tra Usa e Iran mentre cresce il bilancio delle vittime
Nonostante una nuova notte di attacchi reciproci, Washington e Teheran mantengono aperto il canale negoziale
La diplomazia prova a sopravvivere alla guerra. Nonostante una nuova escalation militare nel Golfo Persico, i colloqui tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un'intesa che metta fine al conflitto sono proseguiti anche nelle ultime ore. Secondo fonti citate dalla CNN, i contatti tra le due parti non si sono interrotti, malgrado il nuovo scambio di attacchi aerei che ha riportato alta la tensione nella regione.
Nella notte tra mercoledì e giovedì, le forze statunitensi hanno condotto una nuova serie di raid contro obiettivi militari iraniani, mentre Teheran ha risposto con il lancio di missili diretti verso basi e installazioni alleate degli Stati Uniti nell'area. Tra i Paesi coinvolti indirettamente figura la Giordania, il cui esercito ha reso noto di aver intercettato almeno 20 missili iraniani prima che potessero raggiungere i loro obiettivi.
L'episodio conferma quanto fragile resti il percorso negoziale avviato nelle scorse settimane. Da Washington arrivano segnali contrastanti: da un lato la volontà di mantenere aperta la trattativa, dall'altro la minaccia di nuove operazioni militari qualora non si arrivi rapidamente a un accordo. Anche Teheran continua a sostenere di essere disponibile al dialogo, ma respinge qualsiasi negoziato condotto sotto pressione militare.
Sul fronte umanitario, intanto, si aggrava il bilancio delle vittime legate al conflitto. Il ministro dei Trasporti indiano ha confermato la morte dei tre marittimi indiani che risultavano dispersi dopo l'attacco contro una nave commerciale avvenuto al largo delle coste dell'Oman. L'imbarcazione era stata coinvolta in un'operazione militare statunitense nelle acque strategiche vicine allo Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici mondiali.
La vicenda ha provocato forti reazioni a Nuova Delhi, che nelle scorse ore aveva già chiesto chiarimenti a Washington sulla sorte dei membri dell'equipaggio. L'incidente riaccende inoltre i timori per la sicurezza della navigazione commerciale nel Golfo Persico, dove il traffico marittimo continua a essere minacciato dall'intensificarsi delle operazioni militari e dalle tensioni tra le due potenze.
Mentre il conflitto entra in una fase sempre più delicata, la prosecuzione dei colloqui rappresenta l'unico elemento di stabilità in uno scenario che rischia di allargarsi ulteriormente. Le prossime ore saranno decisive per capire se la diplomazia riuscirà a prevalere sulle armi o se il Medio Oriente sarà destinato a una nuova e più pericolosa escalation.