Golfo in allerta: stop alle esportazioni di energia e traffico nello Stretto di Hormuz quasi azzerato
L’escalation della guerra paralizza la principale rotta del petrolio mondiale: solo due navi in 24 ore, mentre i Paesi del Golfo minacciano di chiudere i rubinetti dell’energia
I Paesi del Golfo si preparano a interrompere le esportazioni di energia nel giro di poche settimane se il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire. A lanciare l’allarme è il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al‑Kaabi, secondo cui una sospensione delle forniture provocherebbe “un drastico aumento dei prezzi del petrolio e il crollo delle economie mondiali”.
Parallelamente, la situazione nello Stretto di Hormuz — uno dei più importanti colli di bottiglia del commercio energetico globale — è ormai critica. Il traffico navale si è quasi completamente fermato a causa dell’escalation militare nella regione. L’esame dei segnali di navigazione indica appena due transiti commerciali nelle ultime 24 ore, entrambi effettuati da navi cargo e non da petroliere, secondo quanto riferisce il Joint Marine Information Center.
La paralisi dello Stretto, già classificato come zona di operazioni belliche dal settore marittimo internazionale, blocca centinaia di imbarcazioni e mette a rischio una quota significativa dell’approvvigionamento mondiale di petrolio e gas. Le conseguenze sui mercati globali sono già evidenti: volatilità dei prezzi, timori per la sicurezza energetica e crescente pressione sulle economie più dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili.