Ghost Pairing e telefonate spam: perché rifiutare una chiamata può aiutare i truffatori
Il meccanismo usato dai cybercriminali verifica se il numero è attivo e può portare anche al furto di account WhatsApp: ecco come difendersi
Telefonate sospette da numeri sconosciuti, spesso più volte al giorno: è la realtà con cui milioni di utenti convivono a causa del telemarketing aggressivo. Ma anche rifiutare una chiamata può involontariamente aiutare i truffatori.
Alla base c’è il cosiddetto Ghost Pairing, un sistema usato da piattaforme automatiche per capire se un numero è attivo. I software registrano ogni comportamento dell’utente — dagli squilli al rifiuto manuale — e usano queste informazioni per confermare che il numero esiste e può essere inserito in database commerciali o utilizzato per nuove truffe.
Il fenomeno riguarda sia le telefonate spam sia i tentativi di attacco su WhatsApp. In alcuni casi i criminali inviano messaggi apparentemente innocui, come richieste di voto per un concorso o iniziative solidali. In realtà il link può servire per collegarsi a WhatsApp Web e prendere il controllo dell’account della vittima.
Per ridurre i rischi è consigliato attivare i filtri anti-spam sugli smartphone, negare il consenso ai cookie di marketing sui siti web e iscrivere il proprio numero al Registro pubblico delle opposizioni. Negli ultimi mesi anche l’Autorità per le comunicazioni ha introdotto nuovi blocchi alle chiamate dall’estero camuffate con numeri italiani.
Gli esperti raccomandano infine alcune regole base: non cliccare su link sospetti ricevuti via messaggio, non condividere codici di verifica e controllare periodicamente i dispositivi collegati a WhatsApp, attivando la verifica in due passaggi per aumentare la sicurezza.