Friuli, mezzo secolo dopo il sisma: memoria e ricostruzione

A Gemona le commemorazioni per i cinquant’anni dal terremoto del 1976. Presenti il Presidente della Repubblica e la Presidente del Consiglio

06 maggio 2026 07:31
Friuli, mezzo secolo dopo il sisma: memoria e ricostruzione - Foto Aldo Martinuzzi, Osoppo 1976
Foto Aldo Martinuzzi, Osoppo 1976
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Cinquant’anni dopo una delle tragedie più gravi della storia recente italiana, il Friuli Venezia Giulia si ferma per ricordare le vittime del terremoto del 6 maggio 1976, che causò quasi mille morti e devastò interi paesi. Il cuore delle celebrazioni è Gemona del Friuli, simbolo della distruzione ma anche della straordinaria rinascita che seguì al sisma.

Alla cerimonia commemorativa hanno preso parte le più alte cariche dello Stato, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e ai familiari delle vittime. Un momento solenne, segnato dal raccoglimento e dalla volontà di trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria.

Il terremoto colpì in serata, con una scossa di magnitudo 6.5 che mise in ginocchio il Friuli. Interi borghi furono rasi al suolo, mentre migliaia di persone rimasero senza casa. Ma da quella tragedia nacque anche un modello di ricostruzione considerato ancora oggi un esempio: rapido, partecipato e rispettoso dell’identità dei territori.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come “la memoria non sia solo ricordo del dolore, ma anche responsabilità collettiva”, mentre la Presidente del Consiglio ha evidenziato “la forza e la dignità di una comunità che ha saputo rialzarsi”.

A distanza di mezzo secolo, il Friuli continua a rappresentare una lezione di resilienza e solidarietà, capace di trasformare una ferita profonda in un percorso condiviso di rinascita.

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