Francia e Germania valutano la riforma del servizio diplomatico Ue: ipotesi revisione radicale del SEAE
Secondo il Financial Times, Parigi e Berlino discutono una possibile redistribuzione dei poteri del Servizio europeo per l’azione esterna
Francia e Germania starebbero valutando una profonda revisione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), la struttura diplomatica dell’Unione europea attiva da circa 15 anni. Lo riporta il quotidiano Financial Times, citando alti funzionari europei.
Secondo le indiscrezioni, al centro delle discussioni tra Parigi, Berlino e altri governi dell’Ue ci sarebbero diverse opzioni di riforma, tra cui anche la possibilità di ridurre o riassegnare alcune delle competenze oggi attribuite al SEAE. La struttura, che dispone di un budget annuo di circa un miliardo di euro, potrebbe vedere una parte delle sue funzioni trasferita alla Commissione europea e agli Stati membri.
Tra le ipotesi circolate vi sarebbe anche una revisione del ruolo dell’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, con una possibile riduzione dei poteri attualmente concentrati nella sua figura.
Il Servizio europeo per l’azione esterna è stato istituito con l’obiettivo di garantire maggiore coerenza e centralizzazione alla politica estera europea, ma secondo le fonti citate dal Financial Times sarebbe oggi considerato da alcuni governi “disfunzionale” rispetto alla crescente complessità delle crisi geopolitiche internazionali.
La discussione riflette le tensioni più ampie sul futuro dell’architettura istituzionale europea in materia di politica estera e sicurezza, in un contesto in cui l’Ue si trova a gestire contemporaneamente guerre, instabilità regionali e una crescente competizione tra potenze globali.