Fmi, taglio alle stime: Pil Italia a +0,5% nel 2026
La guerra in Medio Oriente pesa sulla crescita globale: rallenta anche l’Europa, rischio crisi energetica
Le tensioni geopolitiche tornano a pesare sull’economia mondiale. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime di crescita per il 2026, con un impatto significativo anche sull’Italia. Secondo l’ultimo aggiornamento del World Economic Outlook, il Pil italiano è ora previsto in crescita dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, con una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime diffuse a gennaio.
A incidere sul rallentamento è soprattutto l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, che continua a influenzare mercati energetici, commercio internazionale e fiducia degli investitori. Il quadro europeo appare nel complesso indebolito: la crescita è stimata allo 0,8% per Germania e Regno Unito e allo 0,9% per la Francia, mentre la Spagna si distingue con un’espansione più sostenuta, pari al 2,1%.
Sul piano globale, il Fondo prevede una crescita del Pil mondiale del 3,1% nel 2026, anch’essa in calo di 0,2 punti rispetto alle precedenti previsioni. A preoccupare è in particolare il possibile aggravarsi della crisi energetica. Secondo gli analisti, infatti, uno scenario di conflitto prolungato potrebbe innescare “la più grande crisi energetica della storia”, con effetti a catena su produzione industriale e inflazione.
Proprio sul fronte dei prezzi, il Fondo stima un’inflazione globale al 4,4% nel 2026 in caso di guerra di durata limitata. Tuttavia, se il conflitto dovesse protrarsi nel tempo, il tasso potrebbe salire fino al 6%, aggravando ulteriormente la pressione su famiglie e imprese.