Flotilla, la Procura di Roma contesta anche il reato di tortura
Indagine contro ignoti dopo gli esposti dei 36 attivisti italiani. Pronta una rogatoria a Israele
La Procura di Roma ha inserito anche il reato di tortura nel fascicolo aperto in seguito agli esposti presentati dai 36 attivisti italiani che, nell’ottobre scorso, hanno partecipato alla Global Sumud Flotilla. L’indagine, tuttora a carico di ignoti, ipotizza inoltre sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio.
Secondo quanto si apprende, gli inquirenti stanno predisponendo una rogatoria internazionale a Israele per acquisire elementi utili alla ricostruzione dei fatti avvenuti durante l’intercettazione dell’imbarcazione. Nei mesi scorsi i magistrati hanno ascoltato uno a uno i partecipanti alla missione, raccogliendo testimonianze ritenute rilevanti per definire il quadro accusatorio.
L’inchiesta prosegue ora con l’obiettivo di verificare la fondatezza delle denunce e accertare eventuali responsabilità.