Fine vita, il Veneto dice sì: quarta Regione, la prima di centrodestra
Approvata con 32 voti a favore la legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito. Zaia: "Serve una legge nazionale". Proteste da Pro Vita, plauso da Coscioni
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. È la quarta Regione italiana a farlo, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e la prima guidata dal centrodestra.
Il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia ha spiegato che la norma disciplina l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, ricordando che dal 2019 in Veneto sono arrivate 31 richieste, di cui solo tre autorizzate dal comitato etico. Zaia ha auspicato che il voto spinga il Parlamento verso una legge nazionale, evitando "50 leggi diverse" in Italia.
Il testo, sostenuto da oltre 9mila firme raccolte dall'Associazione Luca Coscioni, ha diviso la maggioranza: Fratelli d'Italia ha votato contro, ritenendo la materia di competenza esclusivamente statale. Plauso invece da Carlo Calenda e Riccardo Magi, che chiedono a Giorgia Meloni una legge nazionale. Dura la reazione di Pro Vita & Famiglia, che parla di "tradimento" da parte della Lega e annuncia battaglia legale.
Restano da valutare la Trentino-Alto Adige e l'Umbria, dove la discussione è in corso, mentre altre otto Regioni hanno depositato o stanno per depositare proposte simili.