Festa della Repubblica, l’appello di Mattarella: “No alla legge delle armi”
Nel discorso per il 2 giugno il Presidente richiama Ue, Nato e Onu e condanna le guerre in Ucraina e Libano
“Nelle relazioni tra gli Stati prevalga la forza della legge e non la prepotenza delle armi”.
È il passaggio centrale del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, in occasione delle celebrazioni del 2 giugno davanti al corpo diplomatico accreditato in Italia. Il Capo dello Stato ha richiamato con forza l’adesione dell’Italia al progetto europeo, alla Nato e alle Nazioni Unite, sottolineando come questi siano i pilastri che nel tempo hanno guidato la Repubblica italiana nella difesa dei principi di pace e cooperazione internazionale.
Nel suo intervento Mattarella ha espresso preoccupazione per la popolazione del Libano “colpita così brutalmente e in modo indebito” e ha definito l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia come un fattore che ha introdotto “una tendenza regressiva dell’ordine internazionale”. Il Presidente ha ribadito inoltre che l’Italia avverte come propria la causa della libertà e dell’indipendenza di Kiev, riaffermando il sostegno del Paese nel contesto europeo e atlantico. Infine l’invito a non cedere alla rassegnazione, né al rancore né all’odio, rifiutando quella che ha definito una visione di “malinteso realismo moralmente deprecabile”, e rilanciando invece la centralità del diritto internazionale come base dei rapporti tra Stati.