“Famiglia del Bosco”: il padre chiede i figli a casa, ma invita alla calma

Vigilanza rafforzata per la giudice Angrisano tra minacce sui social e tensioni sul caso dei tre bambini

A cura di Glauco Valentini Redazione
10 marzo 2026 19:08
“Famiglia del Bosco”: il padre chiede i figli a casa, ma invita alla calma -
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Nuovi sviluppi, tra parole di mediazione e un clima sempre più acceso, nella vicenda dei tre bambini tolti ai propri genitori dal Tribunale per i minorenni de L’Aquila. Nelle ultime ore Nathan Trevallion, il padre dei piccoli, ha rilasciato dichiarazioni chiedendo che i figli tornino con la famiglia ma invitando contemporaneamente a evitare presidi e proteste davanti alla casa famiglia dove i minori sono attualmente ospitati.

Dopo mesi di forti reazioni e scontri sul piano politico e dell’opinione pubblica in seguito alla decisione dei giudici di sospendere la responsabilità genitoriale dei coniugi Trevallion‑Birmingham e di collocare i tre bambini in una struttura protetta, la vigilanza nei confronti di Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, è stata ulteriormente rafforzata. La magistrata era già sotto protezione istituzionale, ma l’escalation di insulti e minacce sui social network legati alla gestione del caso ha portato a potenziare le misure di sicurezza a suo favore.

L’appello del padre: “basta proteste”

Lasciando la casa famiglia di Vasto, dove si trovano i bambini, Nathan ha ribadito di volerli riavere con sé ma ha sottolineato che, fino a quando ciò non avverrà, “meglio che restino nella struttura”. Ha ringraziato per la solidarietà ricevuta ma ha chiesto con rispetto di non organizzare manifestazioni o presidi pubblici, per non complicare ulteriormente una situazione già difficile.

Nei giorni scorsi, davanti alla casa famiglia si sono tenuti sit‑in in sostegno alla famiglia, con striscioni e partecipazione di cittadini; il papà ha voluto che tali iniziative non proseguano per rispetto delle istituzioni e della privacy dei minori.

Un clima di tensione e la risposta dei magistrati

La decisione di inasprire la protezione nei confronti della presidente Angrisano segue mesi di attacchi sui social network, in cui le critiche più dure verso il Tribunale dei minorenni hanno sfociato in insulti e minacce dirette alla magistrata. Per questo motivo le autorità competenti hanno deciso di innalzare la vigilanza a tutela della sua sicurezza personale.

La stessa presidente, insieme al procuratore della Repubblica di competenza, ha risposto alle polemiche sottolineando che ogni iniziativa giudiziaria del Tribunale minorile è ispirata alla tutela dei diritti dei minori e non a logiche ideologiche: decisioni delicate come quelle sull’allontanamento di bambini dal contesto familiare vengono prese secondo criteri di legge e sulla base di valutazioni tecniche.

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