Ex marito ignorato dalla polizia, Kelly uccisa quattro giorni dopo
La giovane madre aveva denunciato più volte: per gli agenti “doveva calmarsi”. L’inchiesta del coroner accusa gravi omissioni
Nuovi dettagli dall’inchiesta del coroner sulla morte di Kelly Wilkinson, la giovane madre uccisa il 20 aprile 2021 dal suo ex marito, Brian Earl Johnston. La donna aveva denunciato ripetutamente minacce e violenze, ma le sue segnalazioni erano state minimizzate o ignorate dalla polizia australiana del Queensland.
Quattro giorni prima dell’omicidio, Kelly si era presentata alla stazione di Southport con documenti e prove, sentendosi rispondere da un agente di “calmarsi e dargli tregua”. Nessuna segnalazione formale venne aperta, nonostante fosse considerata una persona ad alto rischio.
L’inchiesta ha rivelato anche errori procedurali: un agente registrò in modo improprio la sua presenza, annotando che stava “abusando della pazienza” dei poliziotti. Un centro antiviolenza aveva inoltre chiesto un riesame del caso, ricevendo come risposta un invito a tornare in stazione solo con ulteriori prove.
Quattro giorni dopo quell’ultimo tentativo, Johnston fece irruzione in casa e la uccise. Secondo il coroner, la polizia avrebbe potuto intervenire in almeno due occasioni per fermarlo.