Esercito israeliano spara contro un mezzo Unfil italiano in Libano: tensione con Israele

Senza feriti ma con un mezzo danneggiato, Roma protesta ufficialmente. Crosetto: “Inaccettabile”. Tajani convoca l’ambasciatore israeliano

A cura di Glauco Valentini Redazione
08 aprile 2026 19:14
Esercito israeliano spara contro un mezzo Unfil italiano in Libano: tensione con Israele - © Ansa
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Un convoglio italiano impegnato nella missione UNIFIL in Libano è stato raggiunto da colpi di avvertimento esplosi dall’esercito israeliano, in un episodio che ha immediatamente acceso la tensione diplomatica tra Roma e Tel Aviv. L’incidente non ha causato feriti tra i militari italiani, ma ha provocato danni a uno dei mezzi, un veicolo blindato Lince.

Secondo quanto ricostruito, la colonna di mezzi militari era partita dalla base di Shama ed era diretta verso Beirut quando è stata bersaglio degli spari. A seguito dell’accaduto, il convoglio ha interrotto la missione ed è stato costretto a rientrare alla base.

Immediata la reazione del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano per ottenere chiarimenti ufficiali sull’accaduto, sottolineando la necessità di una spiegazione tempestiva e trasparente. Una mossa diplomatica che evidenzia la gravità con cui l’Italia considera l’episodio.

Dura anche la posizione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l’accaduto “inaccettabile”. Il ministro ha inoltre chiesto un intervento delle Nazioni Unite affinché venga garantita la sicurezza dei peacekeeper impegnati nell’area e affinché si apra un confronto diretto con le autorità israeliane per evitare il ripetersi di simili episodi.

L’episodio si inserisce in un contesto già estremamente delicato nel sud del Libano, dove la presenza delle forze UNIFIL rappresenta un elemento chiave per il mantenimento della stabilità lungo la linea di confine. Quanto accaduto rischia ora di complicare ulteriormente gli equilibri sul terreno, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle missioni internazionali e sulle regole di ingaggio adottate nella regione.

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